Patria ingrata - Valerio Massimo versione latino

Patria ingrata versione latinoValerio Massimo

virium Romanarum et incrementum laetissimum et tutela certissima, Furius ...

Furio Camillo, che fu per il potere romano sia una sorgente feconda di ingrandimento sia un appoggio tutelare, non si pote nascondere in una città di cui aveva assicurato il saluto ed aumentato la prosperità.

Accusato da L. Apuleio, tribuno del popolo, di avere deviato al suo profitto una porzione del bottino di Veie, asciugò una sentenza rigorosa, direi quasi barbaro;

fu mandato in esilio, e ciò in una congiuntura dove, piangente la perla di un figlio pieno di virtù, meritava piuttosto dei sollievi e delle consolazioni che un sovrappiù di sventura.

La patria, dimenticando gli importanti servizi di uno grande uomo, unì al funerale del figlio la condanna del padre. Ma, dice, un tribuno del popolo si lamentava di un deficit di quindicimila assi nel tesoro, : questo appartiene ad un uguale sommo che fu condannato. Oh Roma, quale indegno motivo per privarti di un tale sostegno!

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