Pungente spirito degli Spartani I e II

Pungente spirito degli Spartani Valerio Massimo
Versione Nuovo Comprendere e Tradurre vol. 2 pag. 243
PARTE I

Stultus vir, qui in uno pede diu stare poterat, cum Lacedaemonem pervenisset, affirmabat nullum hominem in illa urbe esse, qui idem facere posset.

Un uomo stolto, che poteva stare a lungo su un piede, dopo che arrivò a Sparta, affermava che non c’era nessun uomo in quella città, che potesse fare la stessa cosa.

Allora uno Spartano: “Certamente no – disse – ma non c’è nessuna oca che non possa fare questa cosa!”. Un (uomo) ateniese, dopo aver visto un quadro, nel quale gli Ateniesi mettevano in fuga gli Spartani, “Quanto sono forti gli Ateniesi!” esclamò;

allora uno spartano, che si trovava (lì) per caso, immediatamente aggiunse: “Nel quadro!”. I Tebani, dopo aver sconfitto gli Spartani nella battaglia presso Leuttra, si recarono nel Peloponneso e giunsero al fiume Eurota, che non è lontano da Sparta.

Qui, dopo che un vanaglorioso soldato tebano aveva detto: “In nessun luogo vedo Spartani!”, il soldato spartano, che i Tebani portavano con sé come prigioniero disse: “Gli Spartani sono distanti, altrimenti voi non sareste qui!” Risposta spiritosa che suscitò il riso dei Tebani ma costò la vita al soldato spartano.

parte II

Lacedaemonius miles, cum a commilitonibus irrideretur, quod claudus in proelium ibat: “At ego – inquit – pugnare, non fugere debeo!”. Lacaena mulier, cum comperisset filium interfectum esse in proelio, quod Lacedaemonii contra Thebanos apud Leuctra commiserunt: “Idcirco – inquit – eum genueram, ut is esset qui pro patria mortem occumbere non dubitaret!” Unus ex Lacedaemoniis, cum Perses (= persiano) hostis in colloquio iactanter dixisset: “Si nobiscum pugnabitis, solem prae iaculorum sagittarumque multitudine non videbitis”. “In umbra, igitur – inquit – pugnabimus”.

Un soldato spartano, essendo deriso dai commilitoni, poiché andava in battaglia zoppo disse: “Ma io devo combattere, non fuggire!”. Una donna spartana, dopo che venne a sapere che il figlio era stato ucciso in battaglia, che gli Spartani attaccarono contro i Tebani presso Leuttra disse: “Per questo motivo l’avevo generato, perché fosse tale da non esitare ad affrontare la morte per la patria!” Uno degli Spartani, dopo che un nemico persiano in una conversazione aveva detto con arroganza: “Se combatterete con noi, non vedrete il sole per il gran numero di giavellotti e di frecce”. “Allora, - disse - combatteremo all’ombra”.

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