Straordinaria forza d'animo di Senofonte e Anassagora

Straordinaria forza d'animo di Senofonte e Anassagora
Valerio Massimo Traduzione libro Corso di lingua latina

Inizia: Xenophon, qui mihi genere dicendi proximus Platoni videtur, cum sollemne sacrificium perageret, e duobus... E termina con: ego enim illum ex me natum sciebam esse mortalem.

Senofonte, che mi sembra simile a Platone per stile, compiendo il solenne sacrificio, venne a sapere che il maggiore dei due figli di nome Grillo era morto nella battaglia presso Mantinea: e perciò non ritenne che il culto degli dei istituito dovesse essere trascurato, ma fu anche tanto contento di deporre la corona.

E avendo domandato in quale modo fosse stato ucciso, non appena sentì che colui che combatteva assai fortemente era morto, ripose questa stessa sul capo prendendo a testimone la potenza degli dei, ai quali sacrificava il maggiore che lui sentiva il piacere del figlio dal valore quanto l'asprezza dalla morte.

Un altro avrebbe messo da parte la vittima, avrebbe abbattuto gli altari, avrebbe disperso i grani d'incenso cosparsi dalle lacrime.

Ma il corpo di Senofonte stette immobile l'animo rimase stabile nella decisione della saggezza considerò di lasciarsi vincere dal dolore della sconfitta stessa che era stata annunciata più tristemente. Neppure Anassagora doveva essere trattenuto: e, infatti, appresa la morte del figlio disse: «A me non annunci niente di inaspettato o di nuovo: io, infatti, sapevo che quel mio figlio era mortale. »

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