Tragica morte di alcuni famosi poeti (Versione latino Valerio Massimo)

Tragica morte di alcuni famosi poeti
versione latino di Valerio massimo libro rosa Rosae

Aeschyli poetae excessus, quemadmodum non voluntarius, sic propter novitatem casus, memorabilis est.

La morte del poeta Eschilo, come fu involontaria, così per il modo insolito dell’avvenimento, è da ricordare.

In Sicilia, uscito dalle mura della città, nella quale si tratteneva, si fermò in un luogo soleggiato. Mentre un’aquila portava una tartaruga sopra di lui, ingannata dalla lucentezza della testa (infatti era pelato), la scagliò come su una roccia, per cibarsi della carne della tartaruga frantumata.

A causa di quel colpo [eo ictu], si spense l’origine e il principio della tragedia greca. Si tramanda anche la causa non comune della morte di Omero. Si crede che in un isola fu ucciso dal dolore, poiché non poté risolvere una domanda postagli dai pescatori.

Ma Euripide morì ancora più atrocemente. Infatti in Macedonia, tornando a casa da una cena presso il re Archelao [lett. : del re Archelao], morì dilaniato dai morsi dei cani. Sofocle ormai estremamente vecchio, dopo aver recitato una tragedia in una gara, a lungo in ansia per l’incerto esito dei giudizi, tuttavia alla fine, vincitore per un sol voto, ebbe come causa della morte la gioia.

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