Gli Unni - versione di latino di Ammiano Marcellino

versione latino Ammiano Marcellino

Hunnorum gens, monumentis veteribus leviter nota ...

Il popolo degli Unni, che abita al di là delle paludi Meotiche, presso l'oceano glaciale, oltrepassa ogni limite di ferocia, poiché, fin dalla nascita, le guance dei bambini vengono solcate alquanto profondamente con una spada, di modo che il vigore dei peli che appare al momento opportuno, raggrinzite le cicatrici, si indebolisce ed essi invecchiano imberbi.

Sono così selvaggi per quanto concerne il mangiare, che non hanno bisogno ne’ di fuoco ne’ di cibi conditi con aromi, ma si nutrono di radici di erbe selvatiche e di carne semi cruda di qualsivoglia capo di bestiame…né infatti presso questi è possibile trovare una capanna di canne che si innalzi appuntita.

Infatti, errabondi e peregrinanti per monti e foreste, fin da bambini sono abituati a sopportare la fame e la sete durante l'inverno. Nessuno presso questi ara, e nessuno tocca talvolta un aratro.

Infatti tutti senza fissa dimora, vagano qua e là, saldi, senza focolare, persino senza legge, o senza cibo sempre simili a dei fuggitivi, coi carri nei quali abitano: dove le mogli tessono brutti abiti per quelli e si uniscono ai mariti, e partoriscono e allattano i bambini fino alla pubertà. Nessuno di loro (se, una volta) interrogato può rispondere da dove proviene, perché concepito in luogo, nato lontano, e ancora più lontano cresciuto.

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