Frittata di rose

Accipies rosas et exfoliabis, album tolles, mittes in mortarium, suffundes liquamen, fricabis.

Postea mittes liquaminis cyathum unum semis et sucum colo colabis. Accipies cerebella quattuor, enervabis et teres piperis scripulos octo, suffundes ex suco, fricabis.

Postea ova octo frangantur, vini cyathum unum semis et passi cyathum unum, olei modicum.

Postea, amice, patinam perunges et eam impones cineri calido, et sic impensam supra scriptam mittes. Cum cocta fuerit in thermospodio, piperis pulverem super asparges, inferes et convivis praebebis.

Prenderai delle rose  e staccherai i petali, leverai la parte bianca, li porrai in un mortaio, vi verserai su della salsa, li pesterai.

Quindi metterai una misura e mezza di salsa e filtrerai il succo tramite un colino. Prenderai quattro piccoli cervelli, toglierai i nervi e pesterai otto granelli di pepe, cospargerai di salsa, pesterai.

Poi si rompano otto uova,  una misura e mezza di vino, una misura di uva passa, un poco d'olio.

Quindi, amico, ungerai per bene un piatto, lo metterai sulla cenere calda e così metterai la preparazione descritta. Quando sarà cotta sul letto di cenere, spargerai sopra della polvere di pepe, [la] porterai in tavola e la offrirai ai convitati.

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