Chi è avaro è sempre povero Versione latino e traduzione

Chi è avaro è sempre povero versione di latino di Apuleio e traduzione dal libro Nuovo comprendere e tradurre n. 3 pag. 12 vol 4

Is plurimum habebit, qui minimum desiderabit;

Ha il massimo quegli che desidera il minimo;

chi vorrà pochissimo avrà infatti quanto vorrà. Le maggiori ricchezze non sono riposte in terre e in capitali, quanto negli appetiti dell'animo nostro, ché se dall'avidità è fatto bisognoso e insaziabile ad ogni guadagno, neppur montagne d'oro gli saranno abbastanza: e per aumentare i suoi guadagni avrà sempre qualcosa da mendicare. È questa appunto una vera confessione di povertà: perché ogni desiderio di arricchire viene dal pensiero che ti manchi qualcosa: e non importa quanto sia grande ciò che ti manca.

Filo non ebbe un patrimonio così grosso quanto Lelio, né Lelio quanto Scipione, né Scipione quanto Crasso il ricco, ma neppure Crasso il ricco quanto ne avrebbe voluto.

Così, mentre superava in richezza tutti gli altri, a tutti sembrò ricco, meno che a sé. Quei sapienti invece, che ho ricordati, nulla volendo al di là delle proprie forze e avendo anzi accordati i desideri con le loro facoltà, furono a buon diritto meritamente ricchi e fortunati.

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