DE DEO SOCRATIS VI - Apuleio traduzione latino

DE DEO SOCRATIS VI Versione latino Apuleio

Ceterum sunt quaedam divinae mediae potestates inter summum aethera et infimas terras in isto intersitae aeris spatio, per quas et desideria nostra et merita ad eos commeant.

Ora, vi sono delle potenze divine intermedie nello spazio della nostra atmosfera tra il cielo che sovrasta e la terra che sottostò, grazie alle quali i nostri desideri e i nostri meriti pervengono agli dei.

I Greci li chiamano demoni, ed essi tra i celesti e i terrestri portano agli uni preghiere, agli altri doni, trasmettono dagli uni agli altri richieste e soccorsi, a guisa di interpreti per gli uni e di salvatori per gli altri. Come dice Platone nel Simposio, sono loro che amministrano tutte le rivelazioni, i vari prodigi della magia e i presagi di ogni tipo.

A questa categoria appartengono quei demoni che, singolarmente, hanno precise funzioni, ciascuno nell’ambito che gli è stato assegnato: creare sogni, recidere viscere, regolare i voli degli uccelli, ammaestrare nel canto volatili augurali, scagliare fulmini, far scaturire dalle nubi bagliori corruschi e altri fenomeni simili mediante i quali conosciamo il futuro. Bisogna ritenere che tutti questi fenomeni avvengono grazie alla volontà, alla potestà e all’autorità degli dei superiori, ma accadono mercé l’obbedienza, l’intervento e l’opera mediatrice dei demoni

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