L'adultero - Apuleio versione latino moduli di lingua latina

L'ADULTERO VERSIONE DI LATINO DI APULEIO TRADUZIONE LIBRO moduli di lingua latina

Servus quidam, cui cunctam familiae tutelam dominus permiserat, suus quique possessionem maximam illam, in quam deverteramus, vilicabat, habens ex eodem famulitio conservam coniugam, liberae cuiusdam extrariaeque mulieris flagrabat cupidine.

Uno schiavo, al quale il padrone aveva affidato la sorveglianza di tutta la servitù e, praticamente, la sovrintendenza della sua vasta proprietà, quella dove noi c'eravamo fermati, aveva preso in moglie una schiava che lavorava nella medesima casa, ma s'era follemente innamorato di un'altra donna, di condizione libera e per giunta forestiera.

La moglie tradita, accecata dalla gelosia, diede alle fiamme i registri del marito e tutto quanto egli aveva raccolto nel granaio.

Non soddisfatta del danno procurato, che non lavava sufficientemente l'onta del tradimento, la donna infierì contro il suo stesso sangue: si legò a una corda insieme con un figliuoletto che aveva avuto a suo tempo dal marito e si precipitò in un pozzo profondissimo, tirandosi dietro come un'appendice quella povera creaturina.

Il padrone, profondamente turbato per quella morte, arrestò il servo che con la sua condotta aveva provocato una simile tragedia e lo fece legare nudo e tutto ricoperto di miele a un albero di fico il cui tronco tarlato era tutto un brulicare di formiche che andavano su e giù per il legno, entrando e uscendo da tutti i fori

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