Un barbaro supplizio - Apuleio versione latino

Un barbaro supplizio Versione di latino di Apuleio
LIBRO TEMI DI VERSIONE pagina 354

Testo latino Servus quidam, cui cunctam familiae tutelam dominus permiserat, habens uxorem conservam, liberae mulieris flagrabat cupidine.

Uno schiavo, al quale il padrone aveva assegnato la sorveglianza di tutta la servitù, pur avendo preso in moglie una schiava era follemente innamorato di una donna libera.

La donna accecata dal dolore diede alle fiamme i registri del marito. Non soddisfatta del danno procurato, la donna inferì contro il suo stesso sangue. Si legò ad una corda insieme al figlio suo e del marito e si gettò in un pozzo profondissimo portando con sé il figlio.

Il padrone profondamente turbato per quella morte arrestò il servo che era stata causa di tutto quel disastro, lo legò tutto nudo e cosparso di miele ad un albero, che era pieno di nidi di formiche.

Appena queste sentirono l'odore dolciastro del miele si attaccarono a quel corpo e con i loro piccoli ma implacabili morsi, in un supplizio che sembrava non aver fine si rosicarono le carni e le viscere fino a spolparlo completamente finché non rimasero che ossa biancheggianti attaccate a quell'albero funesto.

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