Il piccolo Papirio e sua madre (Versione Catone)

Il piccolo Papirio e sua madre
versione latino verte mecum pag 263

Mos antea senatoribus Romae fuit in curiam cum praetextatis filiis ingredi.

Quodam die, cum in senatu res maior quaepiam consultata ... unus Papirius, cui postea cognomentum datur Praetextatus ob tacendi loquendique prudentiam in aetate praetextae.

Un tempo i senatori a Roma avevano l’usanza di entrare nella curia con i figli vestiti della toga pretesta.

Un giorno, quando nel senato fu messa in discussione una questione piuttosto importante e fu prorogata al giorno seguente, si stabilì che nessuno riferisse quella questione, di cui avevano discusso, prima che fosse stata deliberata. Allora, la madre del giovane Papirio, che era stato nella curia con suo padre, domandò al figlio di che cosa i senatori avessero fatto nel senato. Il ragazzo rispose che la cosa doveva esser tenuta segreta e che non era consentito che fosse riferita. Ma la donna era troppo curiosa di sapere; la segretezza della cosa e il silenzio del ragazzo stimolavano il suo animo ad indagare: chiese, dunque, con più insistenza e con più forza.

Allora il ragazzo, poiché la madre lo incalzava, escogitò una bugia arguta e divertente. Disse che in senato si era discusso su che cosa fosse più utile per lo stato: se un solo uomo avesse due mogli o se una sola donna fosse sposata con due uomini. Quando la madre sentì questo, il suo animo si turbò, uscì di casa tremante e andò a parlare con le altre matrone. Il giorno dopo una folla di madri di famiglia andò in senato: piangendo e supplicando chiesero che una sola donna potesse avere due mariti piuttosto che un solo uomo avesse due mogli.

I senatori che entravano nella curia guardavano stupefatti quel comportamento stravagante delle donne. Allora il giovane Papirio, fattosi avanti nel centro della curia, raccontò per filo e per segno che cosa sua madre avesse chiesto con insistenza di sentire, che cosa lui avesse detto alla madre e tutto il fatto. Il senato lodò l'affidabilità e lo spirito del ragazzo e stabilì che da quel momento in poi i ragazzi non potessero entrare nella curia con i senatori, a eccezione del solo Papirio, a cui successivamente fu dato il soprannome Pretestato per la grande capacità di tacere e di parlare nell’età della toga pretesta

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