L'asino vestito della pelle del leone e la volpe

Ὄνος ἐνδυσάμενος λεοντῆν καὶ ἀλώπηξ. Ὄνος ἐνδυσάμενος λέοντος δορὰν περιῄει ἐκφοβῶν τὰ ἄλογα ζῷα. Καὶ δὴ θεασάμενος ἀλώπεκα ἐπειρᾶτο καὶ ταύτην δεδίττεσθαι. Ἡ δὲ (ἐτύγχανε γὰρ αὐτοῦ φθεγξαμένου προακηκουῖα) ἔφη πρὸς τὸν ὄνον· Ἀλλ’ εὖ ἴσθι ὡς καὶ ἐγὼ ἄν σε ἐφοβήθην, εἰ μὴ ὀγκωμένου ἤκουσα. Οὕτως ἔνιοι τῶν ἀπαιδεύτων τοῖς ἔξωθεν τύφοις δοκοῦντές τινες εἶναι ὑπὸ τῆς ἰδίας γλωσσαλγίας ἐλέγχονται.

Un asino, avendo indossato una pelle di leone, andava in giro terrorizzando gli animali irrazionali.

E quindi, avendo visto una volpe, cercava di spaventare anche lei. E quella (per caso, infatti, lo aveva udito mentre parlava) disse all’asino: “Ma sai bene che anche io ti avrei temuto se non ti avessi sentito ragliare.” Così alcuni fra gli ignoranti, che dagli atteggiamenti esteriori sembrano essere qualcuno, sono poi messi in ridicolo dalla loro pochezza espressiva.

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