L'asino che voleva cambiare padrone - versione greco Esopo da Ellenisti

L'ASINO CHE VOLEVA CAMBIARE PADRONE
Versione greco Esopo traduzione libro Ellenisti pag.73 n.4

Ονος κήπουρώ δουλεύω ν επειδή μέν ολίγα ήσθιε, πολλά δέ έκακοπάθει, ηΰξατο τφ Διί, δπως του κηπουρού αυτόν άπαλλάξη και έτερον δεσπότην αύτφ πορεύση. Ό δέ Ζεύς έκέλευσεν εις κεραμέα πωλήσαι. Πάλιν δέ μετ' ολίγον δυσφορήσας επειδή πολλώ πλέον αχθοφόρων ην εν τφ πηλφ και τή πλινθεία.

πάλιν τον Δία παρεκάλει. Ό δέ Ζεύς παρεσκεύασε πραθήναι αυτόν εις βυρσοδέψην. Ό δέ δνος έτι εις χείρονα δεσπότην έμπεσών και ορών τά παρ' αυτού πραττόμενα έφη μετά στεναγμού" «Ούαί μοι τφ ταλαιπωρώ.

Κρεΐττον ην μοι παρ' έκείνοις τοις δεσπόταις είναι, έπεί ούτος, ώς ρω, και το δέρμα μου κατεργασεται.»^ Ό μύθος δηλοΐ, ότι τότε μάλιστα τούς προτέρους δέσποτας ποθούσιν δταν πεΐραν λάβωσι  τών ετέρων.

Un asino che era al servizio di un ortolano, poiché mangiava poco e soffriva molto, pregò Zeus di liberarlo dall'ortolano e di mandargli un altro padrone.

Allora, Zeus dispose di venderlo ad un vasaio. Ma, dopo poco tempo, essendo di nuovo malcontento poiché, portando pesi di gran lunga di più, era nel fango e nel lavoro dei mattoni, di nuovo invocò Zeus.

Allora Zeus, dispose che fosse venduto ad un conciapelli. Dunque, l'asino, incappato in un padrone ancora peggiore e considerando le cose che venivano fatte da lui, disse con lamento: "povero me, disgraziato.

Era meglio per me essere presso quei padroni poiché questo, come vedo, concerà anche la mia pelle".La favola spiega che allora soprattutto i servi rimpiangono i padroni precedenti quando facciano prova di quelli successivi

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