costumi dei parti libro - Libro SCRINIUM versione latino Giustino

Costumi dei parti versione latino Giustino traduzione libro Scrinium pagina 157 numero 16

Olim vestibus sui moris utebantur; postquam accessere opes, usi sunt vestibus perlucidis ac fluidis.

Exercitus non, ut ceterae gentes, liberorum, sed plerunque servorum habent. Hos pari ac liberos suos cura habent, et equitare et sagittare magna industria docent. Locupletissimus ut quisque est, ita plures in bella equites regi suo praebet.

Comminus in acie proeliari, aut obsessas expugnare urbes nesciunt. Pugnant aut procurrentibus equis, aut terga dantibus; saepe etiam fugam simulant, ut incautiores adversum vulnera insequentes habeant.

Signum his in proelio non tuba, sed tympano datur. Nec pugnare diu possunt. Carne non nisi venatibus quaesita vescuntur. Equis semper utuntur: illis bella, illis convivia, illis publica ac privata officia obeunt.

Un tempo usavano vestiti secondo il loro costumi; dopo che arrivarono ricchezze usarono vesti trasparenti e fluidi.

L'esercito (loro) non è di gente libera, come usano altre genti, ma è composto (habent) per la maggior parte di servi. Hanno cura di costoro (Curano questi) come curano i loro figli e insegnano loro con grande operosità a cavalcare e a tirare le frecce (saettare).

tanto più uno è agiato, tanto più offre al suo re i (suoi) cavalieri in guerraNon sono in grado di duellare corpo a corpo in battaglia o di espugnare città assediate. combattono o correndo a cavallo o dando le spalle; spesso simulano anche la fuga per avere l'occasione di ferire quelli che incautamente li inseguono.

Non sono in grado (possono) di combattere per lungo tempo (diu). Non mangiano (altra) carne (se non quella) che (non sia stata) presa con la caccia. Usano sempre i cavalli: nelle guerre nei banchetti, negli affari privati e pubblici.

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