Gli Spartani guidano le città greche alla rivolta (Versione latino Giustino)

Gli Spartani guidano le città greche alla rivolta
Autore: Giustino

Dum haec in Sicilia geruntur, interim in Graecia dissidentibus inter se bello Ptolemaeo Cerauno et Antiocho et Antigono regibus omnes ferme Graeciae civitates ducibus Spartanis, missis invicem legatis, per quos in societatis foedera alligarentur, in bellum prorumpunt, et, ne cum Antigono, sub cuius regno erant, bellum coepisse viderentur, socios eius Aetolos adgrediuntur, causas belli praetendentes, quod consensu Graeciae sacratum Apollini Cirraeum campum per vim occupavissent.

Mentre questi fatti avvengono in Sicilia, intanto in Grecia, scontrandosi fra loro in guerra i re Tolomeo Cerauno e Antioco e Antigono, quasi tutte le città della Grecia, sotto la guida degli Spartani, inviati reciprocamente ambasciatori, per opera dei quali si legassero a patti di alleanza, si gettano in guerra e, affinché non sembrassero aver intrapreso una guerra contro Antigono sotto il cui regno si trovavano, attaccano i suoi alleati Etoli, allegando come pretesti della guerra il fatto che si erano impadroniti con la forza della pianura di Cirra consacrata ad Apollo per consenso unanime della Grecia.

Per questa guerra scelgono come capo Area, che radunato l’esercito saccheggia le città e brucia le coltivazioni poste in queste pianure, che non potevano essere portate via. Dopo che i pastori etoli scorsero dai monti questo, circa cinquecento radunatisi inseguono i nemici sparsi qua e là e inconsapevoli di quanta fosse la loro consistenza dal momento che il timore e il fumo dell’incendio avevano annebbiato loro la vista, e, trucidati circa novemila, spinsero i predoni alla fuga.

Poi preparando gli Spartani di nuovo la guerra molte città negarono aiuto, credendo che essi aspirassero al dominio, non alla libertà della Grecia. Intanto fra i re viene conclusa la guerra; infatti Tolomeo, battuto Antigono, dopo che prese il dominio della intera Macedonia, stipula la pace con Antioco e stringe un legame di parentela con il re Pirro data in matrimonio a lui sua figlia.

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