Il popolo dei Bruzi (Versione latino Giustino)

Il popolo dei Bruzi Autore: Giustino

Tanta feritas animorum erat ut nec origini suae percerent.

Era così grande la selvatichezza degli animi che non risparmiavano neanche le loro origini.

Infatti anche i Lucani erano soliti educare i propri figli con quelle leggi con cui anche gli Spartani erano soliti educare i loro. Perciò, dall'inizio della pubertà, erano tenuti nei boschi tra i pastori, senza il servizio degli schiavi, senza veste da indossare o su cui giacere, affinché si abituassero fin dai primi anni all'austerità ed alla parsimonia senza alcuna comodità cittadina.

Dapprima fu guerra con quei Lucani, fondatori della loro stirpe; sollevati da tale vittoria, avendo sancito la pace con un giusto accordo, sottomisero con le armi gli altri popoli confinanti ed ottennero in breve tempo così grandi forze che furono ritenuti pericolosi anche dai re.

Infine Alessandro, re dell'Epiro, essendo giunto in Italia con un grande esercito in aiuto delle città greche, da loro fu annientato con tutte le milizie. Per questo la loro crudeltà, aizzata dall'esito felice, a lungo fu terribile per i popoli confinanti. Da ultimo Agatocle, essendo stato implorato per la speranza di ampliare il regno, (li) trasportò dalla Sicilia in Italia.

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