La peste di Atene (Versione latino Giustino)

La peste di Atene versione latino Giustino
traduzione libro Nuovo Comprendere e Tradurre
pagina 172 Numero 2

Postquam Archidamus, Lacedaemoniorum rex, in Atticam cum magno exercitu irruit, omnium civium multitudo in urbem confugit, atque eodem tempore pestilentia gravis Piraei portum occupavit et in cives ingruit, qui intra moenia Athenarum erant congregati.

Dopo che Archidamo, re di Sparta, irruppe nell’Attica con un grande esercito, una grande moltitudine di cittadini si rifugiò nella città; contemporaneamente, una peste terribile si diffuse nel porto del Pireo e s’accani contro i cittadini che s’erano ammassati entro le mura di Atene. In breve tempo, la contagiosa malattia [leghiamo l’endiadi “morbus et contagio”] infierì contro i cittadini d’ogni ordine (sociale): la peste colpì tanto i ricchi quanto i poveri, tanto gli uomini quanto le donne.

In tutta la città, c’era (aria di) lutto, e pianti a fiumi e lamenti. Il morbo colpì anche gli animali: le vie ed i portici, dove giacevano uomini e animali, (che)offrivano uno spettacolo (veramente) orribile.

Le preghiere e i voti furono vane, né la scienza medica arrecava alcun sollievo al dolore. Il popolo era afflitto da tante calamità, e gli Ateniesi richiamarono ad Atene Pericle, che allora distruggeva con la flotta la costa greca (dell'Argolide).

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