Il cammello e Zeus (Versione greco Esopo)

Il cammello e Zeus Versione greco Esopo
TRADUZIONE libro Antropoi

Il cammello aveva visto un toro tutto fiero delle sue corna e pieno di invidia, volle averne anch'egli un paio uguali.

Si recò quindi da ZEUS e lo supplicò di concedergliele. Ma il dio si sdegnò con lui, perché non contento dell'impotenza e della sua forza nelle membra, moriva dalla voglia di ottenere ancora qualcosa di più.

E così non solo non gli donò le corna, ma gli portò via addirittura una parte delle orecchie.

Nello stesso modo molti, che per invidia guardano gli altri con invidia, non si rendono conto di perdere anche le prerogative che sono loro proprie

Altro tentativo di traduzione

Vedendo un toro tutto inorgoglito per le sue corna, ad un cammello invidioso venne voglia di possederle anche lui. Dunque presentatosi a Zeus, iniziò a scongiurarlo perché gli desse un paio di corna. Ma Zeus si adirò con lui perché, non contento della sua forza e della sua statura, voleva ancora qualche cosa d'altro. Così, non solo non gli attribuì le corna, ma gli taglò anche la punta delle orecchie. Questo capita a molti, che, avidi, guardano con invidia gli altri e intanto, senza accorgersene, perdono anche quello che hanno

Il cammello e zeus
libro i greci la lingua e la cultura 1 numero 7 pag. 380

Il cammello, poiché il toro era lodato per le sue corna, era invidioso di lui e desiderava raggiungere l'imparzialità. Perciò giungeva presso Zeus, e lo pregava affinché aggiungesse a lui delle corna. Zeus si adirò con lui, poiché il cammello non si accontentava della grandezza del corpo, ma desiderava delle misure notevoli, e non aggiungeva a lui un solo corno ma toglieva parte delle orecchie. Così molti a causa dell'avidità mettono gli occhi su altro e perdono il proprio. Ancora da altro utente un cammello dopo che vide un toro rallegrarsi per le sue corna, era invidioso (dello stesso), meditava e desiderava le stesse corna. perciò si rivolgeva a Zeus e gli chiedeva, pregava lui affinché gli assegnasse le corna. Zeus si irritava quando non era soddisfatto del suo corpo e della sua forza, ma desiderava ricevere il superfluo, e non soltanto a lui le corna non gli diede ma gli mozza le orecchie. questo capita a molti che avidi guardano con invidia gli altri e intanto sono privati di quello che hanno.

Testo greco favola originale

Κάμηλος θεασαμένη ταῦρον ἐπὶ τοῖς κέρασιν ἀγαλλόμενον φθονήσασα αὐτῷ ἠβουλήθη καὶ αὐτὴ τῶν ἴσων ἐφικέσθαι.

διόπερ παραγενομένη πρὸς τὸν Δία τούτου ἐδέετο, ὅπως αὐτῇ κέρατα προσνείμῃ. καὶ ὁ Ζεὺς ἀγανακτήσας κατ' αὐτῆς, εἴγε μὴ ἀρκεῖται τῷ μεγέθει τοῦ σώματος καὶ τῇ ἰσχύι, ἀλλὰ καὶ περισσοτέρων ἐπιθυμεῖ, οὐ μόνον αὐτῇ κέρατα οὐ προσέθηκεν, ἀλλὰ καὶ μέρος τι τῶν ὤτων ἀφείλετο.

οὕτω πολλοὶ διὰ πλεονεξίαν τοῖς ἄλλοις ἐποφθαλμιῶντες λανθάνουσι καὶ τῶν ἰδίων στερούμενοι.

Traduzione favola originale

Un cammello, avendo visto un toro che si faceva bello delle corna, mosso da invidia per quello volle anche lui ottenere le stesse caratteristiche. Perciò recatosi da Zeus lo pregò affinché gli assegnasse delle corna. E Zeus adiratosi con lui, visto che non si accontentava della grandezza del corpo e della robustezza, ma desiderava anche ulteriori qualità, non solo non gli aggiunse delle corna, ma addirittura gli tolse una parte delle orecchie. Così molti che per avidità gettano gli occhi sugli altri non si accorgono di essere privati anche dei propri vantaggi.

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