L'uomo e il satiro - Esopo versione greco Triakonta e Anthropoi

L'uomo e il satiro
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Antropoi e da triakonta
Versione dal libro Anthropoi

L'uomo conciliò a sé l'amicizia del satiro ed egli (il satiro) lo condusse con sé verso la casa, nei giorni invernali.

Tutte le piante erano irrigidite dal ghiaccio, e anche i fiumi erano fermati dall'acuto gelo.
Anche in casa c'era un freddo molto aspro, perciò l'uomo si portava alla faccia le mani e soffiava per scaldarsi. E il satiro chiese (lett. lo interrogò): - Perchè soffi così da tanto tempo?- E rispose egli (l'uomo): - Perchè le mie mani sono gelide per il freddo e con il fiato le riscaldo.

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Dopo, alcuni servi posero i cibi nella mensa e visto che erano troppo caldi l'uomo ci soffiava sopra per raffreddarli e poi li mangiava-Allora il satiro fece per la seconda volta la medesima domanda, e rispose l'uomo: - Raffreddo i cibi con il fiato perché se troppo caldi non ne sento il sapore.

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Ma disse il satiro: - Nessuna salda amicizia ci può essere con gli uomini che dalla cui bocca escono parole tanto contrarie!!-

versione dal libro triakonta

Si narra che un uomo una volta strinse amicizia con un satiro. Allora, poiché era venuto il freddo e arrivato l’inverno, l’uomo, mettendo le mani sulla bocca, soffiò. Quando il satiro chiese il motivo per cui facesse ciò, l’uomo rispose che riscaldava le mani per il freddo. Poi, imbandita la tavola per loro, poiché il cibo era molto caldo, portandolo un po’ alla volta alla bocca, soffiò. Quando il satiro chiese nuovamente perché facesse ciò, l’uomo rispose che raffreddava il cibo perché era troppo caldo. E quello disse all’altro (all’uomo): "Caro mio, io rinuncio alla nostra amicizia visto che fai uscire dalla stessa bocca sia il caldo che il freddo". Quindi bisogna che anche noi fuggiamo l’amicizia di coloro che hanno un modo di fare ambiguo.

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