La costituzione di Solone - Libro Esercizi greci versione greco Aristotele

La costituzione di Solone
versione greco Aristotele traduzione libro esercizi greci

Τοιαύτης δὲ τῆς τάξεως οὔσης ἐν τῇ πολιτείᾳ, καὶ τῶν πολλῶν δουλευόντων τοῖς ὀλίγοις, ἀντέστη τοῖς γνωρίμοις ὁ δῆμος.

ἰσχυρᾶς δὲ τῆς στάσεως οὔσης καὶ πολὺν χρόνον ἀντικαθημένων ἀλλήλοις, εἵλοντο κοινῇ διαλλακτὴν καὶ ἄρχοντα Σόλωνα, καὶ τὴν πολιτείαν ἐπέτρεψαν αὐτῷ [...] Κύριος δὲ γενόμενος τῶν πραγμάτων Σόλων τόν τε δῆμον ἠλευθέρωσε καὶ ἐν τῷ π[α]ρόντι καὶ εἰς τὸ μέλλον, κωλύσας δ[ανε]ίζειν ἐπὶ τοῖς σώμασιν, καὶ νόμους ἔθηκε καὶ χρεῶν ἀπ[ο]κοπὰς ἐποίησε, καὶ τῶν ἰδίων καὶ τῶν δ[η]μοσίων, ἃς σεισάχθειαν καλοῦσιν, ὡς ἀποσεισάμενοι τὸ βάρος [...] Πολιτείαν δὲ κατέστησε καὶ νόμους ἔθηκεν ἄλλους, τοῖς δὲ Δράκοντος θεσμοῖς ἐπαύσαντο χρώμενοι πλὴν τῶν φονικῶν. ἀναγράψαντες δὲ τοὺς νόμους εἰς τοὺς κύρβεις ἔστησαν ἐν τῇ στοᾷ τῇ βασιλείῳ καὶ ὤμοσαν χρήσεσθαι πάντες.

οἱ δ' ἐννέα ἄρχοντες ὀμνύντες πρὸς τῷ λίθῳ κατεφάτιζον ἀναθήσειν ἀνδριάντα χρυσοῦν, ἐάν τινα παραβῶσι τῶν νόμων· ὅθεν ἔτι καὶ νῦν οὕτως ὀμνύουσι. κατέκλεισεν δὲ τοὺς νόμους εἰς ἑκατὸν ἔτη καὶ διέταξε τὴν πολιτείαν τόνδε ‹τὸν› τρόπον. τιμήματι διεῖλεν εἰς τέτταρα τέλη, καθάπερ διῄρητο καὶ πρότερον, εἰς πεντακοσιομέδιμνον καὶ ἱπ[πέα] καὶ ζευγίτην καὶ θῆτα.

Quello poiché è la costituzione nella città, e restando la moltitudine come servi dei pochi, il popolo si ribellò contro i nobili.

Essendo in una fortissima discordia e in opposizione gli uni contro gli altri per molto tempo, presero come mediatore e capo a Solone, e affidarono a lui lo stato (…). Diventato allora signore degli affari, Solone liberò il popolo nel presente e per il futuro, vietando il prestito con i corpi (in garanzia) e decretò la cancellazione dei debiti, tanto dei privati come dei pubblici, che chiamarono lo sgravio, perché il peso (dei debiti) era stato tolto (…).

Ordinò lo Stato e dispose altre leggi, e le istituzioni di Dracone cessarono di usarsi, tranne quelli che riguardavano i reati di sangue. Ma quando registravano le leggi le posero sulle tavole triangolari (chirbi) nello stoà del re, e si proclamò che tutti dovevano giurare.

I nove arconti giurarono davanti la pietra, promettendo di erigere una statua d’oro se trasgredivano alcuna delle leggi; da quel momento sino ad oggi ancora fanno lo stesso giuramento. A seconda del censimento divise in quattro le cariche, così come erano divise anche prima, in pentacosiomedimni (quelli che possedevano una terra che produceva almeno 500 medimni all’anno), in cavalieri, in zeugiti e in teti.

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