Ricco e potente ma pur sempre un uomo (Il Greco di Campanini)

Il Greco di Campanini pagina 505 numero 169

Παροικων ανω τω τυραννω πανυ ακριβως εωρων τα γιγνομενα παῥαυτω και μοι εδοκει τοτε ισοθεος ειναι ... Fine: τω αιματι των εν τη Λακονικη θαλαττη κοχιδων

Testo greco completo

Abitando durante la vita, sempre con un tiranno e vedendo tutto ciò che aveva fatto lui, a me sembrava che lui fosse simile agli dei e infatti vedendo il fiore ti porpora, il numero di coloro che lo seguivano, le loro coppe tempestate di pietre preziose e i divanetti con i piedi d' argento, lo stimavano beato ed inoltre l' odore della carne di chi preparava il pranzo mi infastidiva, e cosi mi sembrava un uomo fortunatissimo e sovraumano poiché sfidava la sorte, avanzava solennemente, a testa alta colpiva coloro che incontrava.

Poiché morì, egli fu visto da me del tutto ridicolo, spogliato del suo lusso ed ancor più ridevo di me stesso, io mi stupivo allora di quale rifiuto fosse diventato prendendo la prova a testimonianza del suo profumo e della sua felicità e lo ritenevo beato per il sangue delle conchiglie nel mar di Laconia.

 

Altro tentativo di traduzione

Abitando sulla terra vicino al tiranno molto diligentemente vedendo i fatti accaduti presso lui stesso e mi sembrava allora essere uguale ad un dio; infatti vedendo lo splendore della porpora, il numero di coloro che servivano e l’oro e le coppe adorne di pietre preziose e i divani con i piedi d’argento, stimavo come beato; ed inoltre anche l’odore (della carne arrostita) quello di coloro che preparavano per il pranzo mi infastidiva, così che a me appariva un uomo sovrumano e fortunatissimo e quasi più bello di tutti e più sublime con un completo braccio regale, esaltato per la sorte e procedendo solennemente e volgendo se stesso indietro altezzosamente e colpendo quelli che incontrava. Dopo che morì, mi sembrava un uomo ridicolissimo, spogliato del lusso, e ridendo ancor più di me stesso, giudicando dall'odore la sua felicità e stimando beato per il liquido rosso delle conchiglie nel mare di Laconia.

Atro tentativo di traduzione

Abitando sulla terra vicino a un tiranno avendo visto del tutto chiaramente le cose che gli accadono e a me sembra essere simile agli dei; infatti mi congratulavo vedendo il fiore della porpora, e il numero dei servitori e l’oro e le coppe adorne di pietre preziose e i letti dai piedi d’argento; e ancora mi logorava il profumo di ciò che era stato preparato per il pasto, cosicché mi appariva come un uomo sovrumano e tre volte fortunato, esaltato per la fortuna e avanzando nobilmente e rovesciandosi all’indietro e spaventando i present i. Dopo che è morto, quello mi sembra del tutto ridicolo spogliato della sua pompa, e deridendomi quale canaglia che si stupiva per il fumo giudicando la sua fortuna e congratulandomi per la porpora nel mar di Laconia

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