Fetonte (Versione latino Igino)

Fetonte
versione di latino di Igino

Phaethon Solis et Clymenes filius cum clam patris currum conscendisset et altius a terra esset elatus, prae timore decidit in flumen Eridanum.

Fetonte, figlio del Sole e di Climene, dopo essere salito di nascosto sul carro del padre ed essersi alzato molto in alto da terra, per la paura cadde nel fiume Eridano.

Visto che Giove lo aveva colpito con un fulmine, tutte le cose iniziarono a bruciare.

Giove, per uccidere in questo modo l'intero genere umano, finse di volere spegnere l'incendio.

Fece straripare ovunque i fiumi e l'intero genere umano perì ad eccezione di Deucalione e di Pirra. Le sorelle di Fetonte, invece, poiché avevano legato i cavalli senza l'ordine del padre, furono trasformate in pioppi.

altra versione con questo titolo

Figlio del sole (Elio) e fratello di Selene, a loro volta generati dal titano Iperione; Elio conduce ogni giorno il carro che trasporta il Sole lungo il suo percorso diurno da uno splendido palazzo all’estremo oriente ad un altro collocato dalla parte opposta. Qui Elio scioglie i cavalli e li lascia pascolare nell’isola dei beati; poi carica cocchio e cavalli su di una nave dorata costruita da Efesto e navigando lungo il fiume Oceano ritorna ad oriente. Fetonte desiderava sopra ogni cosa guidare il carro del Sole e insistette tanto affinché il padre gli concedesse l’opportunità di farlo…infatti un giorno il padre gli concesse di sostituirsi a lui anche se per un solo giorno, pur raccomandando al figlio di mantenersi ad una distanza giusta dalla Terra, perché se si fosse allontanato troppo da essa gli uomini avrebbero sofferto e sarebbero morti per il freddo, se invece le si fosse avvicinato troppo, ne avrebbe arso il suolo. Fetonte allora, volendo dare prova di abilità alle sorelle Climene e Prote, spronò i cavalli conducendo il carro ad una velocità così elevata da perderne il controllo. Il Sole schizzò via dal suo percorso e arse la volta celeste lungo un cerchio massimo, che corrisponde all’odierna Via Lattea. Zeus adirato con Fetonte per il danno arrecato al mondo e per l’incoscienza e l’irresponsabilità che egli aveva dimostrato, lo colpì con un fulmine facendolo precipitare nel fiume Po (forse rappresentato nel cielo con la costellazione dell’Eridano), mentre le sorelle, piangenti, furono trasformate nei pioppi che crescono abbondanti sulle sue rive.

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