Icario e Erigone (Versione latino Igino)

Icario e Erigone versione latino Igino

Cum Liber pater ad homines descendisset ut suorum fructuum suavitatem atque iucunditatem ostenderet, ad Icarium et Erigonam in hospitium liberale devenit.

Quando il padre Libero era sceso presso gli uomini per rivelare la dolcezza e l'amabilità dei suoi frutti, si recò presso Icario ed Erìgone e fu da loro generosamente ospitato.

Ad essi donò un otre pieno di vino, perché diffondessero il vino in tutte le altre terre. Icario, caricato il carro, giunse con la figlia Erìgone ed il cane Mera presso i pastori nella regione Attica, e mostrò la dolcezza del vino. Ma i pastori, dopo aver bevuto in modo piuttosto smodato, caddero (a terra) ubriachi;

poi, pensando che Icario avesse dato loro una pozione malefica, lo uccisero a bastonate. Allora il cane Mera, ululando, mostrò ad Erìgone dove il padre giacesse insepolto; ma la vergine, dopo essersi recata sul luogo, si uccise impiccandosi ad un albero sopra il corpo del genitore.

Il padre Libero, adirato per questo fatto, colpì con una pena simile le figlie degli Ateniesi. Gli Ateniesi chiesero ad Apollo un responso su questo avvenimento, e fu loro risposto che questo era accaduto perché non si erano curati della morte di Icario e di Erìgone. Perciò inflissero un castigo ai pastori ed istituirono un giorno festivo in onore di Erigone

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