Il centauro Chirone (Versione latino Igino)

Il centauro Chirone Igino
versione latino Nove

Hic dicitur nomine Chiron Saturni et Phillyrae filius esse, qui non modo ceteros Centauros, sed homines quoque iniustia dicitur superasse.

Si dice che sia figlio di Saturno e di Filira questo (Centauro), di nome Chirone che (Qui= il quale centauro) si narra superava in giustizia non solo tutti gli altri Centauri, ma anche gli uomini.

Si crede che abbia allevato Esculapio e Achille. Pertanto con la sua devozione e diligenza ottenne che fosse annoverato tra gli astri. Poichè Ercole alloggiava presso di lui e osservava delle frecce, stando seduto con Chirone, si dice che una di esse cadde sul piede di Chirone e così lo uccise.

Invece altri dicono che il Centauro, meravigliato del fatto che Ercole avesse ucciso i corpi così grandi dei Centauri con frecce così piccole, lui stesso fu spinto a tendere l'arco.

Così la freccia caduta dalla sua mano piombò sul suo piede. In ricompensa di questa cosa Giove, poiché aveva provato pietà di lui, lo collocò tra le stelle insieme alla vittima che egli sembra immolare tenendola al disopra dell'altare

Il centauro Chirone versione latino Igino
dal libro Navigare

Chiron dicitur Saturni et philyrae filius esset, et non modo ceteros Centauros, sed homines quoque iustitia superavisse.

Si dice che Chirone fosse figlio di Saturno e di Filira, e che abbia superato non solo gli altri ciclopi ma anche gli uomini in giustizia. Si pensa che abbia allevato sia Esculapio che Achille. Dunque per pietà e diligenza fu considerato tra gli astri. Volgendo verso questo Ercole e, sedendo con Chirone, (consideraret) frecce si dice che una di queste sia caduta sopra il piede di Chirone e così che abbia ucciso quello. Altri dicono che il centauro, ammirato dal fatto che Ercole uccidesse i corpi così grandi dei centauri con piccole frecce, cercò lui stesso di tendere l'arco, e così che la freccia partita dalla sua mano sia caduta sul suo piede e che l'abbia ferito gravemente. Per tale ragione Giove mosso da misericordia lo pose tra gli astri come vittima che quello sembra sia stato immolato sopra un altare. Questo astro anche oggi è chiamato Centauro.

Il centauro Chirone versione latino Igino
traduzione libro Lingua Viva

Antiqui poetae in carminibus suis de claris et feris Centauris multas fabulas narraverunt.

Gli antichi poeti raccontarono nelle loro opere molte storie sui celebri e selvaggi Centauri. Il popolo dei Centauri, prima che scoppiasse la guerra di Troia, abitava sui monti e nei boschi della Tessaglia. La loro natura era mostruosa: il capo e il torace era d'uomo, la restante parte di cavallo. I Centauri erano noti per la grandezza e la velocità del corpo e la ferocia dell'animo; uomini e bestie venivano uccisi con le loro frecce aguzze; ma non tutti gli uomini dei Centauri amavano le contese e il sangue, i combattimenti e le stragi: Chirone, come è stato tramandato dai poeti e dagli antichi scrittori, ebbe fama per la mansuetudine, l'umanità e la prudenza e per le sue virtù fu illustre tra i Centauri. Perciò le opere dei poeti celebrarono Chirone come il maestro di uomini illustri quali Ercole, Giasone e Achille. Ma Ercole ferì involontariamente il Centauro, suo maestro, con una freccia imbevuta del sangue dell'Idra. Ma la mansuetudine e la giustizia di Chirone meritarono una ricompensa dagli dei. Infatti, quando il Centauro morì, Giove pose Chirone tra le stelle del cielo e ora, con un nuovo nome, risplende in cielo tra i segni dello Zodiaco.

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