Il sacrificio di Ifigenia (Versione latino Igino)

Il sacrificio di Ifigenia Autore: sconosciuto
Abbiamo nel nostro archivio ben 5 tipi di versioni diverse tra loro e con questo stesso titolo. Le riportiamo di seguito:
Expedite n. 3 pag. 283

In Aulide Graecorum naves paratae ad profectionem erant sed classis continenter ventis adversis detinebatur.

Nell'Audile erano pronte alla partenza le navi dei Greci mama la flotta veniva ininterrottamente trattenuta da venti contrari.

Allora i più influenti dei greci persuasero Agamennone, il condottiero della spedizione contro Troia, a consultare l'indovino Calcante. Calcante rispose questo: "Tu, Agamennone, hai fatto un'azione offensiva contro la Dea Diana, poiché hai ucciso una cerva sacra alla (stessa) Dea. L'ira di Diana potrà essere calmata soltanto dal sacrificio di tua figlia Ifigenia: allora finalmente la Dea ti perdonerà e i venti soffieranno favorevoli alla navigazione.

" Agamennone in un primo momento rifiutò (di fare) lo spregevole delitto, ma alla fine, persuaso dalle suppliche di altri capi greci, sottostò al volere della dea.

Quando la vergine Ifigenia seppe il proprio destino, spinta dall'amore per il padre e per la patria, acconsentì di buon animo al sacrificio. Il sacerdote preparava ormai l'arma per il sacrificio di Ifigenia quando improvvisamente, per volontà di Diana, apparve una cerva e fu sacrificata al posto della vergine. Ifigenia fu trasportata dalla Dea nella terra Tauride (dei Tauri)i, dove diventò sacerdotessa nel tempio di Diana.

In Aulidis portu, ex quo ad Troiam profecturae erant, naves Graecorum nimia maris tranquillitate detinebantur obi ram Diana, quia sacra cerva eius ad Agamemnone necata erat.

Nel porto di Aulide le navi dei greci tra le quali c'erano quelle che stavano per partire verso Troia, erano trattenute da venti troppo calmi del mare per l'ira di Diana, poiché la sua cerva sacra era stata uccisa da Agamennone. Allora Calcate, profeta e sacerdote, mise al corrente (i greci) che bisognava sacrificare la figlia di Agamennone Ifigenia affinché l'ra di Diana potesse essere placata. Sotto forma di nozze con Achille la vergine dalla città di Micene, sua patria, fu portata all'accampamento di Aulide per essere sacrificata con un orribile rito. Già, tutti piangendo (Ablativo assoluto), il sacerdote era sul punto di immolarla, quando la dea medesima la sottrasse allla sua mano, conducendola con sè, e collocò una cerva sull'altare e la vergine fu sottratta alla terribile morte. Finalmente a la nave potè lasciare il porto e dare le vele ai venti per andarei in Asia.


In Aulidis portu cum navibus exercituque convenerant rex Agamemnon, expeditionis dux, Ulixes, Ithacae rex, Aiax et Teucer, Salaminorum duces, Nestor, Pyli rex, et Achilles, Pelei Thetidisque filius, Myrmidonum princeps.

Nel porto di Aulide si erano radunati, con le navi e l'esercito, il re Agammenone, capo della spedizione; Ulisse, re di Itaca, Aiace e Teucro, condottieri dei Salamini; Nestore, re di Pilo; Achille, figlio di Peleo e Teti, capo dei Mirmidoni. Il mare calmo tratteneva le navi nel porto: una volta infatti una cerva sacra a Diana era stata uccisa dal re Agammenone: la dea adirata aveva dunque rimosso il soffio dei venti e aveva impedito la partenza dei Greci. Allora, su consiglio dell'indovino Calcante, i Greci prepararono il sacrificio di Ifigenia, la figlia del re. Con il pretesto di un matrimonio fecero arrivare la fanciulla dalla città di Micene all'accampamento e la misero sull'altare. Ormai il sacerdote cominciava a compiere il sacrificio, ma Diana gli trattenne la mano: dalla dea venne mandata una nube e una cerva fu collocata al posto di Ifigenia. I Greci finalmente poterono lasciare il porto e dirigersi in Asia con i venti favorevoli.


Cum ad urbem Troiam Agamemnon veniret cum Menelao fratre et Achaeis ducibus, Helenam, uxorem Menelai, repetitum, in Aulide tempestas eos ira Dianae retinebat, quod Agamemnon cervam eius violaverat.

Quando Agamennone, il fratello Menelao e i comandanti Achei partirono per Troia, per riprendere Elena, la moglie di Menelao, li trattenne nell’Aulide l’ira di Diana sotto forma di una tempesta, poiché Agamennone aveva profanato una sua cerva. Dopo che il re ebbe chiamato gli aruspici, calcante rispose: “Non riuscirai a placare l’ira di Diana, se non immolerai la figlia Ifigenia”. Poiché Agamennone si rifiutò di obbedire ai comandi della dea, (allora) Ulisse prese in mano la situazione. Pertanto quando si recò da Clitennestra, le chiese se potesse condurre Ifigenia dal padre. Poiché portò la figlia nell’Aulide e il padre la volle immolare, Diana pietosa risparmiò la vergine e dimenticò l’offesa, e sostituì una cerva a lei; trasportò Ifigenia attraverso le nubi nel Chersoneso Taurico e lì la creò sacerdotessa di un tempio.

Traduzione dal libro Ad Litteram
Cum duces Graecorum cum exercitu ad bellum Troianum parato in Aulidis...
misit et Iphigeniam in terram Tauricam

Quando i comandanti dei Greci giunsero nel porto dell'Aulide con l'esercito pronto per la guerra di Troia, venti avversi impedivano l'uscita delle navi. Allora l'indovino Calcante, interrogato dai Greci, rispose queste cose: "L'uscita delle navi è impedita a causa del gesto commesso dal re Agamennone (infatti egli aveva ucciso la cerva sacra a Diana; per questo motivo la flotta non si può muovere, se l'ira della dea non sarà placata con il sacrificio di Ifigenia, figlia del re. Agamennone, appena sentì queste parole, fu in gran pena e paura; dapprima non voleva compiere un tanto grave e crudele gesto, poi, su esortazione del fratello e spinto dalle parole di molti che lo supplicavano, decise di uccidere sua figlia. E così la fanciulla, fatta venire nell'accampamento con la scusa delle nozze, fu trascinata dalle forti mani degli uomini agli altari. Non appena conobbe la sua sorte, dapprima la fanciulla tentò di suscitare l'affetto del padre, ma il pianto di quello era vano, poiché il padre non poteva prendere un'altra decisione; poi, come narra il poeta Greco, spinta dalla devozione dei confronti della patria, accettò il sacrificio. Tuttavia, mentre Ifigenia veniva sacrificata dalle mani dei sacerdoti, fu salvata da Diana. Infatti la dea, mossa a compassione, mise una cerva al posto della vergine e condusse Ifigenia in Tauride.

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