La volpe e la cicogna (Versione latino Igino)

VLa volpe e la cigogna versione latino Igino
favola originale e traduzione dal libro Latino a Colori
Favola originale

Nulli nocendum: si quis vero laeserit, multandum simili iure fabella admonet.

Versione dal libro latino a colori
Vulpes ad cenam dicitur ciconiam prior invitasse et illi in patinam liquidam posuisse ...
La volpe e la cigogna versione latino Igino

Non si deve far del male a nessuno: ma se qualcuno avrà recato danno, la favoletta insegna che deve essere ripagato con la stessa moneta.

Si racconta che la volpe per prima avesse invitato a pranzo la cicogna e le avesse imbandito, in un piatto largo, una vivanda liquida, che la cicogna in nessun modo poté assaggiare, pur essendo affamata.

Ma questa, avendo a sua volta invitato la volpe, le pose davanti una bottiglia piena di cibo tritato: inserendovi il becco, lei stessa si sazia e tormenta con la fame l'invitata.

E mentre quella leccava invano il collo della bottiglia, sappiamo che l'uccello migratore così parlò: «Ciascuno dève sopportare con rassegnazione gli esempi dati (agli altri)».

Traduzione dal libro latino a colori
vulpes ad cenam dicitur ciconiam prior invitasse et illi in patinam liquidam posuisse

Si racconta che la volpe abbia invitato per prima a cena la cicogna e le abbia messo nel piatto una brodaglia liquida, che in nessun modo l'affamata cicogna potè gustare. Avendo lei invitato la volpe in contraccambio, le pose davanti uno stretto vaso pieno di cibo triturato: lei si sazia inserendovi il becco, e tortura il convitato con la fame.

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