Nessuno mi acceca! - Optime versione latino Igino

Nessuno mi acceca !
versione latino Igino traduzione dal libro
Optime esercizio 4 pagina 317

Inde ad Cyclopem Polyphemum, Neptuni filium, Ulixes pervenit.

Quindi giunsero presso il ciclope Polifemo, figlio di Nettuno, al quale era stato predetto dall’indovino Telemo, figlio di Eurimo, di guardarsi da Ulisse, che l’avrebbe accecato.

Questo aveva un solo occhio in mezzo alla fronte e si cibava di carne umana. Polifemo, dopo aver ricondotto il suo gregge nella caverna, ne bloccava l’entrata con un macigno enorme. Chiuse nella spelonca anche Ulisse e i suoi compagni e cominciò a mangiarseli.

Ulisse, vedendo che non poteva competere con la sua ferocia e con le sue dimensioni gigantesche, lo fece ubriacare con il vino che gli aveva donato Marone egli disse di chiamarsi Nessuno.

Sicché, quando poi gli bruciò l’occhio con un tronco ardente e Polifemo fece accorrere gli altri Ciclopi con le sue urla gridando, dalla caverna sbarrata: «Nessuno mi acceca!» quelli pensarono che li stesse prendendo in giro e non gli diedero retta. Ulisse allora legò i suoi compagni alle pecore e se stesso al montone e così fuggirono.

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