Sulle arie, sulle acque e sui luoghi 12

Differenza tra l'Asia e l'Europa
Traduzione del capitolo 12 di Pseudo Ippocrate
Sulle arie, sulle acque e sui luoghi

Βούλομαι δὲ περὶ τῆς Ἀσίης καὶ τῆς Εὐρώπης δεῖξαι ὁκόσον διαφέρουσιν ἀλλήλων ἐς τὰ πάντα, καὶ περὶ τῶν ἐθνέων τῆς μορφῆς, ὅτι διαλλάσσει καὶ μηδὲν ἔοικεν ἀλλήλοισιν. Περὶ μὲν οὖν ἁπάντων πολὺς ἂν εἴη λόγος, περὶ δὲ τῶν μεγίστων καὶ πλεῖστον διαφερόντων ἐρέω ὥς μοι δοκέει ἔχειν. Τὴν Ἀσίην πλεῖστον διαφέρειν φημὶ τῆς Εὐρώπης ἐς τὰς φύσιας τῶν ξυμπάντων, τῶν τε ἐκ τῆς γῆς φυομένων καὶ τῶν ἀνθρώπων· πολὺ γὰρ καλλίονα καὶ μείζονα πάντα γίγνεται ἐν τῇ Ἀσίῃ· ἥ τε χώρη τῆς χώρης ἡμερωτέρη, καὶ τὰ ἤθεα τῶν ἀνθρώπων ἠπιώτερα καὶ εὐοργητότερα. Τὸ δὲ αἴτιον τουτέων ἡ κρῆσις τῶν ὡρέων, ὅτι τοῦ ἡλίου ἐν μέσῳ τῶν ἀνατολέων κέεται πρὸς τὴν ἠῶ, τοῦ τε ψυχροῦ ποῤῥωτέρω· τὴν δὲ αὔξησιν καὶ ἡμερότητα παρέχει πλεῖστον ἁπάντων, ὁκόταν μηδὲν ᾖ ἐπικρατέον βιαίως, ἀλλὰ παντὸς ἰσομοιρίη δυναστεύῃ. Ἔχει δὲ κατὰ τὴν Ἀσίην οὐ πανταχῆ ὁμοίως, ἀλλ' ὅση μὲν τῆς χώρης ἐν μέσῳ κέεται τοῦ θερμοῦ καὶ τοῦ ψυχροῦ, αὕτη μὲν εὐκαρποτάτη ἐστὶ καὶ εὐδενδροτάτη καὶ εὐδιεστάτη, καὶ ὕδασι καλλίστοισι κέχρηται τοῖσί τε οὐρανίοισι καὶ τοῖσιν ἐκ τῆς γῆς. Οὔτε γὰρ ὑπὸ τοῦ θερμοῦ ἐκκέκαυται λίην, οὔτε ὑπὸ αὐχμῶν καὶ ἀνυδρίης ἀναξηραίνεται, οὔτε ὑπὸ ψύχεος βεβιασμένη· ἐπεὶ δὲ καὶ διάβροχός ἐστιν ὑπό τε ὄμβρων πολλῶν καὶ χιόνος, τά τε ὡραῖα αὐτόθι πολλὰ ἐοικὸς γίγνεσθαι, ὁκόσα τε ἀπὸ σπερμάτων, καὶ ὁκόσα αὐτὴ ἡ γῆ ἀναδιδοῖ φυτά· ὧν τοῖσι καρποῖσι χρέονται ἄνθρωποι, ἡμεροῦντες ἐξ ἀγρίων, καὶ ἐς ἐπιτήδειον μεταφυτέοντες· τά τε ἐντρεφόμενα κτήνεα εὐθηνέειν εἰκὸς, καὶ μάλιστα τίκτειν τε πυκνότατα καὶ ἐκτρέφειν κάλλιστα· τούς τε ἀνθρώπους εὐτραφέας εἶναι, καὶ τὰ εἴδεα καλλίστους, καὶ μεγέθεα μεγίστους, καὶ ἥκιστα διαφόρους ἐς τά τε εἴδεα αὐτέων καὶ τὰ μεγέθεα· εἰκός τε τὴν χώρην ταύτην τοῦ ἦρος ἐγγύτατα εἶναι κατὰ τὴν φύσιν καὶ τὴν μετριότητα τῶν ὡρέων. Τὸ δὲ ἀνδρεῖον καὶ τὸ ταλαίπωρον καὶ τὸ ἔμπονον καὶ τὸ θυμοειδὲς οὐκ ἂν δύναιτο ἐν τοιαύτῃ φύσει ἐγγίγνεσθαι οὔτε ὁμοφύλου οὔτε ἀλλοφύλου, ἀλλὰ τὴν ἡδονὴν ἀνάγκη κρατέειν.

Voglio ora parlare dell’Asia e dell’Europa, dire quanto differiscano tra loro sotto ogni aspetto;

in particolare esaminerò quali siano le differenze morfologiche dei popoli, per dimostrare che divergono e non hanno nessun punto in comune. Se dovessi trattare di tutti, il discorso sarebbe lungo; mi limiterò alle cose più importanti e alle differenze più grandi, esponendo quella che, a mio parere, è la loro condizione. Affermo che l’Asia differisce moltissimo dall’Europa per la natura di tutte le cose, ciò che nasce dalla terra, e gli uomini. Ogni cosa, infatti, in Asia nasce più bella e più grande, il paese è più ameno e gli uomini hanno caratteri e costumi più miti e mansueti. Queste condizioni sono determinate dalla giusta con- temperanza delle stagioni: l’Asia infatti è situata al centro dei due punti estremi in cui sorge il sole, verso oriente, e più lontana dal freddo. Sviluppo e civiltà vi sono presenti come in nessun altro luogo e ciò avviene quando nulla predomina con violenza, ma c’è come un equilibrio che predomina.

D’altra parte in Asia non si presentano uguali condizioni ovunque, ma tutta quella regione che si trova a uguale distanza dal caldo e dal freddo, offre in abbondanza frutti e piante rigogliosi, ha un clima mite, le acque sono buonissime, sia quelle piovane che quelle di sorgente. Questa regione, infatti, non è eccessivamente riarsa dal caldo, né resa arida dalla calura e dalla mancanza d’acqua; non è sopraffatta dal gelo, non è esposta ai venti di mezzogiorno e impregnata d’acqua per le abbondanti piogge e la neve.

Perciò i prodotti di stagione vi crescono in gran numero, sia che li abbia seminati l’uomo, sia che li abbia prodotti spontaneamente la terra: gli uomini, quindi, resili domestici, da selvatici che erano, li coltivano e li trapiantano in terreno favorevole, cosicché può godere dei loro frutti. Gli animali che vi sono allevati sono vigorosi, fecondi. Gli uomini sono ben nutriti, bellissimi di aspetto, di alta statura e ben poco differiscono fra loro, sia nell’aspetto che nella statura. E’ evidente che questa regione sia la più simile alla primavera per la natura e la mitezza delle stagioni. Ma il coraggio e la resistenza alla fatica, l’operosità, la risolutezza non potrebbero manifestarsi nella natura di tali abitanti, siano essi della stessa stirpe o di stirpe diversa , ma prevarrà, per natura, la tendenza al piacere.

Sulle arie, sulle acque e sui luoghi di Pseudo Ippocrate 
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