Ambrogio e la fortuna - Versione di Jacopo da Varagine

Ambrogio e la fortuna
versione latino Jacopo da Varagine

Cum beatus Ambrosius Romam pergeret et in quadam villa Tusciae apud quendam hominem nimium locupletem hospitatus fuisset, illum hominem super statu suo sollicite requisivit.

Un tale invece, come dicono (si racconta), quando il beato Ambrogio stava recandosi a Roma ed era stato ospitato in una casa di campagna dell'Etruria presso un uomo eccezionalmente ricco, chiese in modo dettagliato informazioni a quell’uomo circa la sua condizione.

L'altro gli rispose: “La mia condizione, signore, è sempre stata fortunata e invidiabile. Ecco, infatti dispongo di beni illimitati, ho parecchi schiavi e servi, ho sempre avuto ogni cosa secondo i miei desideri e mai mi è accaduto qualcosa di sfavorevole o si è verificato qualcosa che mi rattristasse”. Sentendo ciò Ambrogio rimase fortemente stupito e disse a coloro che erano al suo seguito: “Alzatevi e fuggite via da qui con la massima velocità, poiché il Signore non è qui.

Affrettatevi, figli miei, affinché la punizione divina non ci colga qui e non ci coinvolga nei loro peccati allo stesso modo”. Mentre dunque fuggivano ed erano andati di poco avanti, la terra si aprì all’improvviso ed inghiottì quell’uomo con tutti quelli che gli stavano intorno, in modo tale che di lì non rimanesse alcuna traccia.

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