Le recitationes (Versione latino Plinio il Giovane)

Le recitationes versione latino Plinio il Giovane

Magnum proventum poetarum annus hic attulit; toto mense Aprili nullus fere dies, quo non recitaret aliquis.

Iuvat me, quod vigent studia, proferunt se ingenia hominum et ostentant, tametsi ad audiendum pigre coitur. Plerique in stationibus sedent tempusque audiendi fabulis conterunt ac subinde sibi nuntiari iubent, an iam recitator intraverit, an dixerit praefationem, an ex magna parte evolverit librum;

tum demum ac tunc quoque lente cunctanterque veninunt nec tamen permanent, sed ante finem recedunt, alii dissimulanter et furtim, alii simpliciter et libere.

Quest'anno ha portato un grande afflusso di poeti: in tutto il mese di Aprile (non c’è stato) quasi nessun giorno in cui qualcuno non declamasse.

Mi fa piacere che gli studi fioriscano, che i talenti degli uomini si mettano in mostra e si esibiscano, sebbene ci si riunisca svogliatamente ad ascoltare. I più stanno seduta nei luoghi di ritrovo e spendono in chiacchiere il tempo dell'ascolto, e di tanto in tanto chiedono che venga loro riferito se colui che deve declamare sia già entrato, o se abbia pronunciato la prefazione o se abbia srotolato in gran parte il rotolo;

, solo allora si avvicinano lentamente e con esitazione e comunque non restano, ma prima della fine si allontanano, gli uni senza farsi accorgere e di nascosto, gli altri in scioltezza e liberamente.

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