Plinio e Tacito: comunanza di studi, abitudini e fama

Plinio e Tacito: comunanza di studi, abitudini e fama
Autore: Plinio il Giovane
La traduzione pagina 230 Numero 158

Librum tuum legi et, quam diligentissime potui, adnotavi quae commutanda, quae eximenda arbitrarer.

Nam et ego verum dicere adsuevi, et tu libenter audire. Neque enim ulli patientius reprehenduntur, quam qui maxime laudari merentur. Nunc a te librum meum cum adnotationibus tuis exspecto. O iucundas, o pulchras vices! Quam me delectat quod, si qua posteris cura nostri, usquequaque narrabitur qua concordia, simplicitate, fide vixerimus! Erit rarum et insigne, duos homines aetate dignitate propemodum aequales, non nullius in litteris nominis, alterum alterius studia fovisse.

Equidem adulescentulus, cum iam tu fama gloriaque floreres, te sequi, tibi “longo sed proximus intervallo” et esse et haberi concupiscebam.

Quo magis gaudeo, quod si quis de studiis sermo, una nominamur, quod de te loquentibus statim occurro. Nec desunt qui utrique nostrum praeferantur. Sed nos, nihil interest mea quo loco, iungimur; nam mihi primus, qui a te proximus. Vale.

Ho letto il tuo libro e, più attentamente che ho potuto, ho annotato i passi che pensavo si dovessero variare e quelle che (ritenevo) si dovessero togliere.

Io infatti sono abituato a dire la verità e tu ad ascoltare (questa) volentieri. Nessuno, infatti, accetta di essere criticato con più pazienza di quelli che meritano di più di essere lodati. Adesso aspetto da te il mio libro con le tue annotazioni. O stupendo e felice scambio! Quanto mi fa piacere che, se i posteri avranno qualche cura di noi, sempre si racconterà con quale concordia, semplicità e lealtà siamo vissuti! Sarà cosa rara e straordinaria che due uomini quasi uguali per età, livello sociale, di una qualche notorietà nelle lettere, abbiano incoraggiato l’uno gli studi dell’altro.

In realtà, (ero) giovinetto, mentre tu ormai ti distinguevi per fama e gloria, desideravo ardentemente seguire te; (desideravo) essere ed essere ritenuto (rispetto a te) il secondo ( il più vicino) (anche se) a grande distanza da te.

Per questo mi fa più piacere che, se (facciamo) qualche discorso sugli studi, siamo nominati insieme (e) che a coloro che parlano di te vengo in mente subito io. E non mancano (letterati) che vengono preferiti a entrambi noi. Ma non mi importa nulla in quale posizione noi siamo uniti; infatti per me (è) il primo colui che viene subito dopo di te.

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