Plinio il Giovane - Lettere 9.34 (traduzione letterale)

C. Plinius Tranquillo Suo S. Explica aestum meum: audio me male legere, dumtaxat versus rationes enim commode, sed tanto minus versus. Cogito ergo, recitaturus familiaribus amicis, experiri libertum meum. Hoc quoque familiare, quod elegi non bene sed melius (scio) lecturum, si tamen non fuerit perturbatus. Est enim tam novus lector quam ego poeta. Ipse nescio, quid illo legente interim faciam, sedeam defixus et mutus et similis otioso an, ut quidam, quae pronuntiabit, murmu­re oculis manu prosequar. Sed puto me non minus male saltare quam legere. Iterum dicam, explica aestum meum vereque rescribe, num sit melius pessime legere quam ista vel non facere vel facere. Vale.

C. Plinio al suo Tranquillo S. Libera la mia agitazione: odo che leggo male, solamente le misure del verso davvero bene, ma tanto meno i versi.

Penso dunque che, per recitare agli amici stretti, sperimenterò il mio liberto. Anche tale cosa sarebbe confidenziale, il fatto che ho scelto (lo so) la persona destinata a leggere non bene ma meglio, se tuttavia non fosse turbata.

è infatti un lettore nuovo così come io sono un poeta. Io stesso non so, cosa farò nel momento in cui costui leggerà, dovrei stare seduto immobile e muto e simile ad una persona oziosa o forse, come alcuni, dovrei accompagnare, quelle parole che pronuncerà, con il mormorio con lo sguardo con la mano.

Ma penso di non gesticolare meno male del leggere. Lo dirò nuovamente, libera la mia incertezza e rispondimi secondo verità, se sia meglio leggere molto male rispetto a non fare o al fare tutto ciò. Stammi bene (By Maria D. )

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