Plinio soffre per la lontananza della moglie

Plinio soffre per la lontananza della moglie
Autore: Plinio il Giovane Cotidie Legere pag. 274 N° 320

Incredibile est quanto desiderio tui tenear. In causa amor primum, deinde quod non consuevimus abesse.

Inde est quod magnam noctium partem in imagine tua vigil exigo; inde quod interdiu, quibus horis te visere solebam, ad diaetam tuam ipsi me, ut verissime dicitur, pedes ducunt;

quod denique aeger et maestus ac similis excluso a vacuo limine recedo.

Unum tempus his tormentis caret, quo in foro et amicorum litibus conteror. Aestima tu, quae vita mea sit, cui requies in labore, in miseria curisque solacium. Vale.

é incredibile da quanto desiderio io sia preso. A causa prima di tutto per l'amore poi perché non siamo abituati a essere lontani.

Percìò io trascorro gran parte della notte da sveglio nella tua immagine, poi di giorno in quelle ore che ero solito vederti le mie stesse gambe, posso dirlo, in senso letterale, mi conducono al tuo quartiere e me ne ritorno dalle vuote stanze triste, dolente e quasi ne fossi stato scacciato.

Non vi sono altri momenti in cui io non provi tali affanni se non quelli che trascorro nel foro o nei processi degli amici. Ora considera tu che vita sia questa mia il cui riposo sta nella fatica. Addio

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