Un mio amico vuole comprare un campo

Un mio amico vuole comprare un campo Plinio il Giovane Lingua Latina esercizio 1 pagina285 Numero 14

Si quem interroges 'Hodie quid egisti?', respondeat: 'Officio togae virilis interfui, sponsalia aut nuptias frequentavi, ille me ad signandum testamentum, ille in advocationem, ille in consilium rogavit.

' Haec quo die feceris, necessaria, eadem, si cotidie fecisse te reputes, inania videntur, multo magis cum secesseris. Tunc enim subit recordatio: 'Quot dies quam frigidis rebus absumpsi!' Quod evenit mihi, postquam in Laurentino meo aut lego aliquid aut scribo aut etiam corpori vaco, cuius fulturis animus sustinetur.

Nihil audio quod audisse, nihil dico quod dixisse paeniteat; nemo apud me quemquam sinistris sermonibus carpit, neminem ipse reprehendo, nisi tamen me cum parum commode scribo; nulla spe nullo timore sollicitor, nullis rumoribus inquietor: mecum tantum et cum libellis loquor.

O rectam sinceramque vitam! O dulce otium honestumque ac paene omni negotio pulchrius! O mare, o litus, verum secretumque 'mûseion', quam multa invenitis, quam multa dictatis! Proinde tu quoque strepitum istum inanemque discursum et multum ineptos labores, ut primum fuerit occasio, relinque teque studiis vel otio trade.

Se tu chiedessi infatti a qualcuno: "Che hai fatto oggi?", risponderebbe: "Ho preso parte ad una investitura di toga virile; ho assistito a dei fidanzamenti o a delle nozze; quello mi ha pregato di firmare un testamento, quello (invece) di assisterlo in tribunale, quello di presiedere a un consiglio".

Queste cose (sembrano) necessarie il giorno in cui le hai fatte; ma le stesse, se pensi che le hai fatte ogni giorno, appaiono inutili, e in maggior modo una volta che ti sei ritirato a vita privata.

Infatti, è in simili circostanze che s'insinua [ una constatazione: "Quanti giorni ho perduto, e in quali inutili attività!". La qual cosa mi accade da quando, nella mia villa di Laurento, leggo o scrivo qualcosa o anche rivolgo le mie cure al corpo dalle cui forze è sostenuto l'animo. Non odo nulla che mi penta di aver udito, nulla dico che mi penta di aver detto; nessuno, presso di me, critica qualcuno con cattivi discorsi, e io stesso non critico alcuno, se non me stesso, quando scrivo in modo un pò brutto; non sono tormentato da speranza, alcuna o da alcun timore, non son disturbato da alcuno fastidio; discuto soltanto con me stesso e con i libri.

O vita sana e genuina, o dolce ozio, onesto e quasi più bello di qualsiasi

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