Polibio, Storie libro 1 capitolo 4 6 - 11

[6] ὅπερ ἐκ μὲν τῶν κατὰ μέρος γραφόντων τὰς ἱστορίας οὐχ οἷόν τε συνιδεῖν, εἰ μὴ καὶ τὰς ἐπιφανεστάτας πόλεις τις κατὰ μίαν ἑκάστην ἐπελθὼν ἢ καὶ νὴ Δία γεγραμμένας χωρὶς ἀλλήλων θεασάμενος εὐθέως ὑπολαμβάνει κατανενοηκέναι καὶ τὸ τῆς ὅλης οἰκουμένης σχῆμα καὶ τὴν σύμπασαν αὐτῆς [7] θέσιν καὶ τάξιν· ὅπερ ἐστὶν οὐδαμῶς εἰκός. καθόλου μὲν γὰρ ἔμοιγε δοκοῦσιν οἱ πεπεισμένοι διὰ τῆς κατὰ μέρος ἱστορίας μετρίως συνόψεσθαι τὰ ὅλα παραπλήσιόν τι πάσχειν, ὡς ἂν εἴ τινες ἐμψύχου καὶ καλοῦ σώματος γεγονότος διερριμμένα τὰ μέρη θεώμενοι νομίζοιεν ἱκανῶς αὐτόπται γίνεσθαι [8] τῆς ἐνεργείας αὐτοῦ τοῦ ζῴου καὶ καλλονῆς.

εἰ γάρ τις αὐτίκα μάλα συνθεὶς καὶ τέλειον αὖθις ἀπεργασάμενος τὸ ζῷον τῷ τ' εἴδει καὶ τῇ τῆς ψυχῆς εὐπρεπείᾳ κἄπειτα πάλιν ἐπιδεικνύοι τοῖς αὐτοῖς ἐκείνοις, ταχέως ἂν οἶμαι πάντας αὐτοὺς ὁμολογήσειν διότι καὶ λίαν πολύ τι τῆς ἀληθείας ἀπελείποντο πρόσθεν καὶ παραπλήσιοι τοῖς ὀνειρώττουσιν [9] ἦσαν.

ἔννοιαν μὲν γὰρ λαβεῖν ἀπὸ μέρους τῶν ὅλων δυνατόν, ἐπιστήμην δὲ καὶ γνώμην ἀτρεκῆ [10] σχεῖν ἀδύνατον. διὸ παντελῶς βραχύ τι νομιστέον συμβάλλεσθαι τὴν κατὰ μέρος ἱστορίαν πρὸς [11] τὴν τῶν ὅλων ἐμπειρίαν καὶ πίστιν. ἐκ μέντοι γε τῆς ἁπάντων πρὸς ἄλληλα συμπλοκῆς καὶ παραθέσεως, ἔτι δ' ὁμοιότητος καὶ διαφορᾶς, μόνως ἄν τις ἐφίκοιτο καὶ δυνηθείη κατοπτεύσας ἅμα καὶ τὸ χρήσιμον καὶ τὸ τερπνὸν ἐκ τῆς ἱστορίας ἀναλαβεῖν.

Ora, invece, vedendo taluni, ed anche in un certo numero, trattare di guerre particolari, e di alcune imprese con esse collegate, ma nessuno che neppure si appresti ad indagare per quanto almeno lo sappia, la connessione generale e complessiva degli avvenimenti, quando e donde siano essi mossi e come abbiano avuto il loro compimento, ritenni fosse del tutto necessario non lasciar passare senza considerazione il più bello ed insieme più utile sforzo della fortuna. Giacché questa che pur molte novità produce ed è in continuo contrasto con la vita umana, mai ha compiuto assolutamente opera tale né ha combattuto tale lotta, quale ai nostri tempi. E questo non è possibile saperlo dalle opere di coloro che scrivono storie particolari, a meno che si ritenga. Per essersi recato in ciascuna delle più illustri città o anche per averle viste raffigurate una separatamente dall'altra, di rendersi giusto conto anche della configurazione di tutto il mondo e della sua posizione e disposizione, cosa che non sarebbe affatto logica.

Ma, a me sembra, che a coloro che sono persuasi di poter adeguatamente abbracciare con lo sguardo i fatti generali per mezzo della storia particolare, accada press' a poco come a chi credesse, vedendo le membra disperse di un corpo che è stato vivo e bello, di aver sufficiente visione dell'attività e della bellezza del corpo stesso, vivente.

Che se qualcuno li per li ricomposto e rifatto completo quell'animale nel suo aspetto e nel rigoglio della sua vita, nuovamente a quegli stessi lo mostrasse, subito io penso, essi riconoscerebbero di essere stati , prima ben lungi dalla verità e simili a gente che sogna. Giacchè dal particolare è possibile farsi un'idea del tutto, ma averne certa scienza e concetto preciso è impossibile. Perciò si deve credere che affatto poco contribuisca la storia particolare alla conoscenza ed alla induzione di quella generale. Bensì vi si può arrivare soltanto attraverso la connessione ed il confronto tra loro di tutti i particolari e le loro simiglianze e differenze, e così indagando, si può dalla storia cogliere insieme l'utilità ed il diletto.

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