Il saggio tra impegno e disimpegno, Seneca LATINO

Messaggioda Sammy93 » 6 feb 2012, 22:03

Versione di latino Il saggio tra impegno e disimpegno di Seneca da In pratica e in teoria pag.540 n°462

Mihi, carissime Serene, nimis videtur summisisse temporibus se Athenodorus, nimis cito refugisse. Nec ego negaverim aliquando cedendum, sed sensim relato gradu et salvis signis, salva militari dignitate, sanctiores tutioresque sunt hostibus suis qui in fidem cum armis veniunt. Hoc puto virtuti faciendum studiosoque virtutis: si praevalebit fortuna et praecidet agendi facultatem, non statim aversus inermisque fugiat latebras quaerens, quasi ullus locus sit quo non possit fortuna persequi, sed parcius se inferat officiis et cum dilectu inveniat aliquid in quo utilis civitati sit.

Fino a questo punto ho visto che già è presente la traduzione con il titolo Non bisogna rinunciare subito alla vita
http://www.skuolasprint.it/versione-seneca/non-bisogna-rinunciare-subito-alla-vita.html

...perciò posto la traduzione della parte successiva

Testo
Militare non licet: honores petat. Privato vivendum est: sit orator. Silentium indictum est: tacita advocatione cives iuvet. Periculosum etiam ingressu forum est: in domibus, in spectaculis, in conviviis bonum contubernalem, fidelem amicum, temperantem convivam agat.

Traduzione
Non gli è permesso prestare servizio militare: si candidi a cariche pubbliche. Deve vivere da privato cittadino: faccia l'oratore. Costretto al silenzio: aiuti i cittadini con un'assistenza legale tacita. Gli è pericoloso anche l'ingresso nel foro: nelle case, agli spettacoli, durante i banchetti, faccia il buon compagno, l'amico fidato, il convitato sobrio.
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Messaggioda *Yole* » 7 feb 2012, 1:41

Il saggio tra impegno e disimpegno

di Seneca da In pratica e in teoria pag.540 n°462

Mihi, carissime Serene, nimis videtur summisisse temporibus se Athenodorus, nimis cito refugisse. Nec ego negaverim aliquando cedendum, sed sensim relato gradu et salvis signis, salva militari dignitate, sanctiores tutioresque sunt hostibus suis qui in fidem cum armis veniunt. Hoc puto virtuti faciendum studiosoque virtutis: si praevalebit fortuna et praecidet agendi facultatem, non statim aversus inermisque fugiat latebras quaerens, quasi ullus locus sit quo non possit fortuna persequi, sed parcius se inferat officiis et cum dilectu inveniat aliquid in quo utilis civitati sit.Militare non licet: honores petat. Privato vivendum est: sit orator. Silentium indictum est: tacita advocatione cives iuvet. Periculosum etiam ingressu forum est: in domibus, in spectaculis, in conviviis bonum contubernalem, fidelem amicum, temperantem convivam agat.

A me sembra, carissimo Sereno, che Atenodoro si sia piegato troppo ai tempi, si sia ritirato troppo presto. E io non sono qui a escludere che a un certo punto ci si debba ritirare, ma arretrando a poco a poco e con le insegne intatte, salvaguardando l'onore delle armi: risultano più rispettati e più sicun quanti si consegnano ai nemici con le armi in pugno. Questo è ciò che penso sia il compito della virtù e di uno che ama la virtù: se la sorte avrà il sopravvento e reciderà la possibilità di agire, non si dia subito alla fuga volgendo le spalle e gettando le anni, cercando rifugio, quasi che esista davvero un luogo nel quale la sorte non possa raggiungerlo, ma si dedichi agli impegni pubblici con maggiore misura e scelga qualche occupazione in cui possa rendersi utile alla cittadinanza.Non gli è permesso prestare servizio militare: si candidi a cariche pubbliche. Deve vivere da privato cittadino: faccia l'oratore. Costretto al silenzio: aiuti i cittadini con un'assistenza legale tacita. Gli è pericoloso anche l'ingresso nel foro: nelle case, agli spettacoli, durante i banchetti, faccia il buon compagno, l'amico fidato, il convitato sobrio.
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