Le origini dell'inimicizia

εγω ἐξῆλθον ἔτος τουτὶ τρίτον εἰς Πάνακτον φρουρᾶς ἡμῖν προγραφείσης.

ἐσκήνωσαν οὖν οἱ υἱεῖς οἱ Κόνωνος τουτουὶ ἐγγὺς ἡμῶν, ὡς οὐκ ἂν ἐβουλόμην: ἡ γὰρ ἐξ ἀρχῆς ἔχθρα καὶ τὰ προσκρούματ' ἐκεῖθεν ἡμῖν συνέβη: ἐξ ὧν δέ, ἀκούσεσθε. ἔπινον ἑκάστοθ' οὗτοι τὴν ἡμέραν, ἐπειδὴ τάχιστ' ἀριστήσαιεν, ὅλην, καὶ τοῦθ', ἕως περ ἦμεν ἐν τῇ φρουρᾷ, διετέλουν ποιοῦντες. ἡμεῖς δ' ὥσπερ ἐνθάδ' εἰώθειμεν, οὕτω διήγομεν καὶ ἔξω.  ἣν οὖν δειπνοποιεῖσθαι τοῖς ἄλλοις ὥραν συμβαίνοι, ταύτην ἂν ἤδη ἐπαρῴνουν οὗτοι, τὰ μὲν πόλλ' εἰς τοὺς παῖδας ἡμῶν τοὺς ἀκολούθους, τελευτῶντες δὲ καὶ εἰς ἡμᾶς αὐτούς. φήσαντες γὰρ καπνίζειν αὑτοὺς ὀψοποιουμένους τοὺς παῖδας ἢ κακῶς λέγειν, ὅ τι τύχοιεν, ἔτυπτον καὶ τὰς ἀμίδας κατεσκεδάννυον καὶ προσεούρουν, καὶ ἀσελγείας καὶ ὕβρεως οὐδ' ὁτιοῦν ἀπέλειπον.

ὁρῶντες δ' ἡμεῖς ταῦτα καὶ λυπούμενοι τὸ μὲν πρῶτον ἀπεπεμψάμεθα, ὡς δ' ἐχλεύαζον ἡμᾶς καὶ οὐκ ἐπαύοντο, τῷ στρατηγῷ τὸ πρᾶγμ' εἴπομεν κοινῇ πάντες οἱ σύσσιτοι προσελθόντες, οὐκ ἐγὼ τῶν ἄλλων ἔξω.

 λοιδορηθέντος δ' αὐτοῖς ἐκείνου καὶ κακίσαντος αὐτοὺς οὐ μόνον περὶ ὧν εἰς ἡμᾶς ἠσέλγαινον, ἀλλὰ καὶ περὶ ὧν ὅλως ἐποίουν ἐν τῷ στρατοπέδῳ, τοσούτου ἐδέησαν παύσασθαι ἢ αἰσχυνθῆναι, ὥστ' ἐπειδὴ θᾶττον συνεσκότασεν, εὐθὺς ὡς ἡμᾶς εἰσεπήδησαν ταύτῃ τῇ ἑσπέρᾳ, καὶ τὸ μὲν πρῶτον κακῶς ἔλεγον, τελευτῶντες δὲ καὶ πληγὰς ἐνέτειναν ἐμοί, καὶ τοσαύτην κραυγὴν καὶ θόρυβον περὶ τὴν σκηνὴν ἐποίησαν ὥστε καὶ τὸν στρατηγὸν καὶ τοὺς ταξιάρχους ἐλθεῖν καὶ τῶν ἄλλων στρατιωτῶν τινάς, οἵπερ ἐκώλυσαν μηδὲν ἡμᾶς ἀνήκεστον παθεῖν

Io partii due anni or sono per Panatto, essendo stati chiamati per il servizio militare si accamparono vicino a noi i figli di questo Conone … come vorrei che non fosse accaduto! Da quella circostanza, infatti, prese l’avvio l’odio ed il dissenso tra di noi; ascolterete ora cosa ne sia scaturito.

Costoro bevevano ad ogni ora del giorno, appena dopo la colazione, e continuavano a farlo, finchè rimanemmo nel servizio di leva. Noi ci comportavamo fuori (da Atene) proprio come eravamo soliti fare in città. Quando era il momento per gli altri di prendere il pasto, costoro già compivano violenze da ubriachi, di solito contro i nostri schiavi al seguito, per finire poi contro noi stessi. Poiché, infatti, dicevano che i nostri servi li molestavano con il fumo quando preparavano da mangiare e parlavano male di loro, non perdevano occasione di picchiarli, versavano loro addosso i vasi da notte e orinavano loro addosso, e non trascuravano nessun oltraggio e nessuna violenza.

Noi, dunque, vedendo questi gesti e risentendoci, dapprima li respingemmo, poiché poi ci prendevano in giro e non la smettevano, riferimmo l’accaduto allo stratega, andando noi compagni di mensa tutti insieme, non io da solo.

Benché, poi, egli li avesse rimproverati e maltrattati non solo per le offese nei nostri confronti, ma anche in generale per quello che facevano nell’accampamento, furono tanto lontani dallo smetterla o dal vergognarsi, che, appena si fece notte, subito quella sera stessa balzarono su di noi e, se prima ci ingiuriavano, finirono poi per riempirmi di botte e fecero tanto rumore e tanta confusione nella tenda, che vennero anche lo stratega, i taxiarchi ed alcuni degli altri soldati, che impedirono che subissimo qualcosa di irreparabile o che lo facessimo a loro, noi aggrediti da costoro

release check: 2020-07-14 07:49:52 - flow version _EXTP_H1