Difficile battaglia navale

Ipsi Massilienses et celeritate navium et scientia gubernatorum confisi nostros eludebant, impetusque eorum excipiebant, et quoad licebat latiore uti spatio, producta longius acie circumvenire nostros aut pluribus navibus adoriri singulas aut remos transcurrentes detergere, si possent, contendebant.

I Marsigliesi stessi, sperando nella velocità delle navi e nell'abilità dei timonieri, paravano gli assalti di quelli e, fino al momento che era loro possibile prendere spazio, estesa per un tratto più ampio la linea del combattimento, si sforzavano di circondare i nostri o di assalire ad una ad una le nostre navi con un gran numero di loro navi o, se era possibile, di affiancarsi e rompere i remi.

I nostri poiché utilizzavano rematori meno addestrati e timonieri meno esperti erano anche impediti dalla lentezza e dal peso delle navi: quelle erano infatti state costruite in fretta con legno (materia) umido e non avevano lo stesso uso di velocità.

E così si presentavano al luogo della battaglia con animo sereno e si scagliavano con una singola nave contro due e, gettate le mani di ferro, tenute ferme entrambe le navi, combattevano da una parte e dall'altra e passavano sulle navi dei nemici.

Uccisi un gran numero di Albici e di pastori, affondavano (lett. presente affondano) parte delle navi, ne cattura(va)no alcune con gli uomini, obbliga(va)no (ad andare) nel porto le altre. In quel giorno andavano (lett.presente) perdute le navi marsigliesi e con queste ne furono catturate otto.

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