Oreste e Pilade prigionieri in Tauride (II)

Quos Thoas suo more vinctos in templum Dianae, ut immolarentur, duci iussit, ubi Iphigenia Orestis soror fuit sacerdos;

Toante in base al proprio costume ordinò al condottiero di incatenare questi nel tempio di Diana, per essere immolati, dov'era sacerdotessa Ifigenia sorella di Oreste; dopo che venne a sapere dagli indizi e dagli argomenti quelli, chi fossero, perché fossero giunti, trascurate le funzioni questa stessa iniziò a svellere la statua di Diana.

Essendo giunto lì il re e avendo domandato, perché facesse ciò, quella mentì e disse che quegli scellerati avevano contaminato la statua di Diana e che occorreva che questa fosse portata presso il mare per essere purificata e che nessuno dei cittadini uscisse dalla città.

Il re credette a queste parole ed Ifigenia colta l'occasione, sollevata la statua, salì con il fratello Oreste e Pilade sulla nave e dal vento favorevole furono trasportati all'isola di Sminte presso Crise sacerdote di Apollo.

Versione tratta da Igino

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